Saturday, June 29, 2013

Chiude la Whirlpool

Grave colpo per l'economia trentina.
Dopo quasi mezzo secolo chiude lo stabilimento della Whirlpool. La produzione verrà spostata nella sede in provincia di Varese. Quasi 500 persone si ritroveranno, entro tre mesi, senza un lavoro.

La Provincia di Trento ha anche in questo caso le sue grandissime responsabilità. Con una tremenda operazione immobiliare, infatti, la Provincia prima di fatto regalò e poi riacquistò per svariate decine di milioni di euro il sito sul quale si trova la fabbrica stessa.

Ricordiamo nel novembre 2011 lo show (uno dei tanti) dell'assessore Alessandro Olivi e dell'Arcivescovo Bressan proprio nello stabilimento Whirlpool. 


(Credits: http://trentinocorrierealpi.gelocal.it)
 
A distanza di meno di due anni ecco i risultati: la Provincia ha regalato decine di milioni di euro ad una azienda; 500 posti di lavoro persi; risorse pubbliche regalate ad un privato anzichè essere utilizzate a favore della collettività (strade, asili, infrastrutture, eccetera).

Un fatto molto simile si verificò con la Marsilli di Rovereto: soldi pubblici sperperati a fondo perduto per mantenere a galla una azienda che aveva già un piede e mezzo in fase di fallimento.

Cose da dire ce ne sarebbero ancora molte, ma la situazione è ancora in fase di evoluzione. Vediamo cosa succederà e quali saranno gli interventi che adotterà la Provincia.

Teniamoci forte.

Solidarietà ai lavoratori.

Thursday, June 27, 2013

Scheletri e vergogna

Passeggiata virtuale fra le vie di Trento.
Inutile dire che l'amarezza è tanta, così come le colpe di chi è responsabile.

Iniziamo da Via Brennero con l'ormai celebre struttura da alcuni ribattezzata "Sarajevo post bellica". Fatiscente residuo di un edificio commerciale, fa bella mostra di sé da alcuni anni.


Continuiamo con la struttura fra via Pedrotti e Lungadige Leopardi. Rimasta uno scheletro per svariati anni, è ora in fase di completamento.


Questo è uno dei grandi classici: Ex SLOI, ancora in Via Brennero. La fabbrica venne chiusa dopo il famoso incidente, nel lontanissimo 1978. Tutto è ancora lì, nulla è stato fatto. Pare che gli inquinanti siano presenti fino a15 metri di profondità. Complimenti a chi, in questi decenni, non ha fatto niente per risanare questa grande area!


Ex Ostello della Gioventù, Via Manzoni. Dopo aver cessato l'attività è diventato rifugio per extracomunitari. Venne poi murato, i problemi non si risolvono certo così, in attesa che qualcuno ne facesse un hotel. Tanti anni sono passati, nessuno si è realmente mosso per prendere in gestione la struttura che è ormai in cattive condizioni e vittima delle piante. Peccato perché si tratta di una struttura molto carina in una zona (San Martino) che avrebbe bisogno di una bella opera di rivalutazione, ma invece...


... invece San Martino e Via Manzoni raddoppiano con l'ex asilo ormai chiuso e murato (dopo il tentativo di occupazione da parte degli anarchici) da svariati anni. Uno dei pugni negli occhi più eclatanti di questa raccolta. Una struttura che dovrebbe essere usata a favore della comunità del quartiere e non solo. Un'idea? Perchè non farne una sede per le associazioni di volontariato? Avrebbero così gli spazi e la visibilità che meriterebbero e darebbero vita al quartiere. Macchè, mattoni, calce e il problema non esiste più.



Un classicissimo. Il biglietto da visita che per anni ha accolto i viaggiatori in uscita al casello di Trento Centro: l'Ex Italcementi. La struttura è stata finalmente demolita dopo svariati lustri, durante i quali ha fatto da casa per senzatetto e criminali di tutte le nazionalità. Un complesso di edifici davvero grande, in una zona (Piedicastello) a mio avviso tanto bella quanto ignorata e sottovalutata. Il Principe Vescovo Lorenzo Dellai ha già deciso: in quell'area andrà fatto il nuovo polo scolastico. Trento ha bisogno di tante cose, e quell'area sarebbe perfetta per ospitarle, ma non di un polo scolastico.


Spostiamoci verso il centro città. Questo è l'eterno buco in prossimità di Piazza Fiera. Cento progetti, nessuno dei quali realizzato. Situazione ferma da circa 15 anni.


Chiami un architetto spagnolo di grido per ridisegnare la città, lui ti inventa un bello quanto irrealizzabile progetto di boulevard per ricucire la città interrando la ferrovia. Fra le altre cose lo paghi (coi soldi nostri, si intende), per reinventare una zona residenziale ormai vetusta. Risultato? Appartamenti fatti sgomberare in attesa di demolire e costruire. Risultato? Quartiere fantasma da ormai 5 anni.



A Trento abbiamo un castello magnifico, ovviamente non sfruttato al meglio, vicino al castello una volta si trovava la Questura, ora vuota e lasciata andare, chiusa orrendamente da una cancellata arrugginita. Una delle destinazioni possibili era quella di farne un museo, il millesimo, quel tipo di museo che ha 3 sovrintendenti, 8 dipendenti e 25 visitatori (all'anno). Non se ne è fatto niente e l'edificio giace inutilizzato e in degrado da oltre 5 anni.

(Tutte le immagini sono state ottenute utilizzando Google Maps)

Monday, June 24, 2013

Autobus e portoghesi

Polemica non nuova quella su chi viaggia coi mezzi pubblici senza pagare. Di recente se n'è occupato L'Adige con un articolo nel quale si legge che la Provincia ha intenzione di inserire dei tornelli, al costo di circa 20mila euro l'uno, su alcune linee di autobus per sperimentare (sperimentazione che durerebbe quasi due anni!!!) un nuovo sistema di accesso.

Come al solito negli uffici della PAT si perdono con lungaggini e soluzioni poco intuitive.

Analizziamo il problema:
- chi usa i mezzi pubblici deve pagare;
- chi gestisce il trasporto pubblico deve mettere l'utente in condizione di pagare.

A Trento e generalmente in tutta Italia le persone che non pagano il biglietto sono troppe. Ho viaggiato sufficientemente per poter dire che nel resto del mondo si sale davanti esibendo il biglietto: Inghilterra, Irlanda, Germania, Malta, Stati Uniti, Finlandia, Estonia. Fra i commenti all'articolo de L'Adige troverete molte altre testimonianze.

Foto di Matteo Spina

Far salire gli utenti solo dalle porte anteriori comporta una serie di problemi, ma riduce drasticamente il numero dei cosiddetti portoghesi.
Quali sono le problematiche?
1) tempi di percorrenza: va da sé che la salita sui mezzi risulterebbe più lenta;
2) disponibilità del personale: i sindacati probabilmente si opporrebbero al doppio ruolo autista/controllore;
3) maleducazione: tanta gente proverebbe a salire dalle porte posteriori, causando problemi agli altri utenti;
4) abitudine: purtroppo in Italia non abbiamo la cultura del "si sale davanti", ci sarebbero proteste e inevitabile confusione.

Val la pena sopportare questi disagi? A mio avviso sì, assolutamente. Trovo odiosa l'abitudine di viaggiare senza biglietto.
I maggiori introiti potrebbero essere in parte usati come indennità per gli autisti; autisti che, però, dovrebbero collaborare fattivamente. Francamente trovo che non ci si trovi più nella condizione di fare barricate quando il datore di lavoro, pubblico o privato che sia, ci chieda un ragionevole aumento delle mansioni.

In conclusione ritengo che il problema "portoghesi" debba essere affrontato come segue:
- introduzione graduale della salita dalla porta anteriore con esibizione del titolo di viaggio all'autista;
- su tali linee gli autisti dovrebbero essere coadiuvati da colleghi (controllori) o forze dell'ordine, in particolare sulle tratte più sensibili;
- permettere l'acquisto del biglietto a bordo;  prezzo un euro, così da velocizzare la transazione evitando di dare resto in centesimi;
- NON installare tornelli sugli autobus, piuttosto utilizzare quelle risorse (20.000 euro / autobus) per assumere controllori a tempo determinato;
- creare un senso di "comunità", ovvero far capire agli utenti che il biglietto deve essere pagato da tutti, si sale solo davanti e chi prova a salire dietro non deve essere aiutato, ma segnalato.
- biglietto unico per autobus, Trento-Malè e Ferrovia della Valsugana (nei tratti entro il territorio comunale).

Non si tratterà certamente di un percorso veloce, ma è doveroso provarci. Nel resto del mondo lo si fa praticamente ovunque, facciamolo anche da noi: saliamo davanti e paghiamo il biglietto.
  

Trento, la mia città

Nasco, cresco e mi formo a Trento. Città che ho amato sin da quando ero bambino, quando sfogliavo l'atlante e leggevo le statistiche:

Trentino-Alto Adige
Trento, capoluogo di regione, abitanti 99.137
Bolzano, capoluogo di provincia, abitanti 103.834

"Porca vacca, siamo più piccoli di Bolzano" mi dicevo. La cosa in un certo senso mi frustrava. Poi, però, vennero gli anni del sorpasso, ma anche quelli della maturazione, quando capisci che una città non si valuta solo in base al numero dei suoi abitanti.

Ora vivo non vivo più a Trento, ma continuo a seguire e leggere ciò che succede nella mia città. Ogni giorno sfoglio L'Adige e il Trentino online e puntualmente... mi incazzo!
Mi incazzo perchè leggo notizie al limite del ridicolo, troppo spesso legate alla classe politica provinciale che ormai da troppi anni sta governando Trento e il Trentino.

Questo blog nasce come valvola di sfogo personale. Voglio condividere le mie critiche, le mie idee, lo scetticismo col quale seguo le vicende politiche locali e, se mai il blog dovesse diventare popolare, capire cosa pensano i Trentini.