Monday, October 19, 2015

101 Motivi per togliere l'autonomia al Trentino #1

In Trentino è sempre forte il dibattito sull'autonomia speciale e la sua tutela. Il Trentino - Alto Adige gode di una doppia autonomia, una a livello regionale e una a livello provinciale. Non racconterò la nascita e l'evolversi di questo particolare stato giuridico, esistono libri e pagine internet dove poter studiare l'argomento.
Io mi "limiterò" a spiegare perchè il Trentino non meriti più la sua autonomia. Purtroppo di motivazioni a sostegno di questa tesi ce ne sono fin troppe. Premessa: sono trentino e amo la mia terra, proprio per questo non sopporto che un'opportunità così grande come l'autonomia che ci venne concessa, sia così malutilizzata.

Inizio oggi a elencare i 101 motivi per i quali lo statuto speciale deve essere levato al Trentino che, evidentemente, non lo merita più o, per essere più precisi, è governato da una classe politica che ha usato e sta usando l'autonomia in modo vergognoso.

Il primo motivo è: La Regione.
La Regione Trentino - Alto Adige ha competenze marginali. Nella pagina internet del Consiglio Regionale se ne può leggere un elenco. Questi i principali:
- l’ordinamento degli uffici regionali,
- l’ordinamento degli enti locali,
- l’impianto e tenuta dei libri fondiari, servizi antincendi, ordinamento delle Camere di Commercio
- lo sviluppo della cooperazione e vigilanza sulle cooperative.

Competenze certamente assimilabili dalle due province autonome.
Dall'entrata in vigore del nuovo statuto di autonomia del (lontano) 1972, la Regione è stata svuotata di molto dei suoi poteri che sono stati concessi alle due province. Da allora la Regione rappresenta più che altro un baluardo dell'autonomia, un ente che si frappone fra le province di Trento e Bolzano e il governo centrale di Roma. Un cuscinetto a protezione dell'autonomia, o poco di più. Il tutto con costi esorbitanti, perchè il Consiglio Regionale è formato da ben settanta membri (35 per provincia)  lautamente stipendiati (lo vedremo prossimamente) ed un classico apparato burocratico di tipica scuola italiana, non certo austro-ungarica come molti nostalgici vorrebbero credere.

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